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MFW: Giorgio Armani e la raffinatezza del velluto nero

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"Abbiamo comprato una piccola fabbrica di velluto.." scherza Giorgio Armani al termine della sua sfilata, tutta dedicata al velluto nero, che diventa la pagina bianca sui cui scrivere un nuovo capitolo della sua moda.

"Il filo conduttore questa volta non è un fil rouge ma un fil noir" avverte lo stilista, spiegando che "dopo questa fiera delle vanità mi sembrava il caso di toglierci di dosso questa esasperazione, questo voler stupire attraverso mescolanze di colori e tessuti che si è visto negli ultimi due o tre anni".

La cosa migliore, per lui, "era trovare un elemento per puntualizzare, per annullare ciò che ha permeato le collezioni viste non solo in Europa ma anche in America". Lo ha fatto scegliendo "un argomento decifrabile in maniera chiara" perché "è il momento di prendere il toro per le corna: abbiamo - sottolinea - una moda che tutti ci invidiano, che sappiamo fare meglio degli altri, che rappresenta il top dell'eleganza e della produttività".

MFW: Armani, collezione womenswear F/W 16/17 - Foto: Ansa
Trovato il tema, lo svolgimento è venuto di conseguenza: "il gioco - racconta - era prendere capi tipici di Armani come le giacche e mettergli a fianco il velluto, che è sempre stato presente nelle sue collezioni. Mescolare il velluto a tutto non era semplice, in passerella c'erano settanta pezzi, ma mi ha divertito la sfida". Come sempre, poi, ha controllato fino all'ultimo momento che il suo pensiero si capisse in maniera chiara: "la collezione l'ho vista sette volte in pedana, avrei fatto altri cambiamenti, ma per me il messaggio è arrivato".

Ricevuto forte e chiaro: il no alla ricerca spasmodica delle forme si articola in tanti modelli di giacca, da quella più corta e a scatola a quella femminile con la baschina fino al modello tagliato come un blouson da uomo. E in tanti pantaloni: morbidi che si fermano alla caviglia, tagliati stile jogging, con pieghe che si aprono sul fianco a mostrare intarsi di colore. Di giorno il velluto nero si spezza con i tipici colori Armani, con fantasie geometriche, con motivi presi dal guardaroba maschile o con tessuti nuovi come i tweed di seta e filati sintetici.


Di notte si illumina di anemoni stilizzati, cristalli, ricami e trasparenze fino al nude look che chiude la sfilata. Se per la sera ci sono tanti abiti lunghi e importanti, il giorno è quasi sempre in pantaloni perché "la gamba nuda sarebbe stato un esibire un sexy che stonava - spiega Armani - con queste raffinatezza che ho cercato di evidenziare. In questa collezione non c'era un pezzo studiato per avere la copertina di un giornale, ma abiti per far star bene le donne in maniera elegante".

Il velluto nero, poi, "ti rende la metà di quello che sei, una cosa che le donne adorano". Così come adorano giocare con gli accessori, dal colletto di lacca nera da cui pende una lunga cravatta ai polacchini a rete color nudo con la punta nera fino agli stivaletti-calza in fantasie floreali. Armani, che quando vede arrivare le modelle con i loro capelli scompigliati, pensa "tagliamo tutto", questa volta ha mandato in passerella le sue ragazze con i capelli raccolti in maniera molle, un po' bohemien, pensando a quel tipo di donna "che si mette le mani nei capelli perché non vuole essere a postino".


Una donna reale, cui la sua moda rivolge un messaggio chiaro, mentre in questa tornata di sfilate milanesi Armani trova che non ci siano stati "input precisi". "Qual è la direzione? mescolando tutto non rischi niente, il mio - premette - non deve essere un messaggio negativo perché è difficile ottenere buoni risultati in un mondo che cambia, ma dobbiamo mediare: dobbiamo seguire il mercato, che ti permette di dare un risultato pratico al tuo lavoro, ma non dobbiamo esserne succubi".

Bisogna sempre tener presente che "si fa un prodotto con uno scopo finale che è quello di farlo uscire dei negozi, non abiti che sono belli ma può mettere solo la donna che ha l'autista con la livrea. Questo mondo è diverso: la moda è sogno ma non può essere - avverte - un sogno continuo, sennò uno si addormenta".
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