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Invio obbligatorio al comune per la nomina del responsabile tecnico

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Si ricorda a tutti i nostri iscritti e NON che entro la data del
30  SETTEMBRE 2015
tutte le lavanderie con sedi nel territorio piemontese, per ciascuna loro sede, escluse solo i self-service, devono inviare al comune di appartenenza la nomina del responsabile tecnico altrimenti possono rischiare fino alla chiusura forzata dell’attività. Si ricorda che i titolari o soci o dipendenti dell’attività che garantiscono la loro presenza nei locali, possono essere ritenuti Responsabili Tecnici a patto che abbiano un'esperienza lavorativa di almeno 2 (DUE) anni come titolari e/o 3 (TRE) come dipendenti o idonei percorsi formativi.
Responsabile Tecnico di Lavanderia

Come siamo arrivati a questa situazione
Perché adeguarsi
Breve guida su come procedere autonomamente
LE PREMESSE

  Con l’emanazione della Legge n 84 del 22/02/2006 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.60 del 13/03/06, il legislatore introduce una disciplina dell’attività professionale di tintolavanderia, che prevede l’omogeneità dei requisiti professionali e istituisce la figura del responsabile tecnico in possesso di alcuni requisiti fondamentali di abilitazione all’esercizio della professione. 

 La norma nasce a tutela della professionalità e dell’omogeneità nell’esercizio della professione quindi a tutela dei consumatori e dell’ambiente ma anche a tutela dell’attività di tintolavanderia stabilendo inoltre che le imprese di tintolavanderia non risponderanno più dei danni conseguenti alle indicazioni inesatte riportate nella etichettatura dei prodotti tessili, fermo restando naturalmente, l’obbligo di usare la diligenza specifica (perizia professionale) richiesta per l’esercizio di un’attività professionale ai sensi della norma prevista dall’art. 1176, comma 2, del Codice Civile. 

  Nella categoria rientrano tutte le attività imprenditoriali di chi esegue i trattamenti di lavanderia, di pulitura chimica a secco e ad umido, di tintoria, di smacchiatura, di stireria, di follatura e affini, di indumenti, capi e accessori per l'abbigliamento, di capi in pelle e pelliccia, naturale e sintetica, di biancheria e tessuti per la casa, ad uso industriale e commerciale, nonché ad uso sanitario, di tappeti, tappezzeria e rivestimenti per arredamento, nonché di oggetti d'uso, articoli e prodotti tessili di ogni tipo di fibra, l'unica esclusione sono le lavanderie self-service.

  Successivamente il D. Lgs. 26 marzo 2010, n. 59, recante attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno, apporta ulteriori modifiche, definendo i requisiti richiesti per l'esercizio dell'attività in questione, riducendo in misura consistente (da 1.200 a 450 ore) la durata dei corsi di qualificazione tecnico professionale, prevedendo che  l'esercizio dell'attività professionale di tintolavanderia e' soggetta alla Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), da presentare allo sportello unico per le attività produttive (SUAP). 

GLI ADEMPIMENTI

  La Legge regionale n.8 del 7/5/2013 della Regione Piemonte (art. 34 e 39) rimarca

per le nuove attività di tintolavanderia
l’obbligo della segnalazione certificata di inizio attività ( SCIA ) 

da presentare allo sportello unico per le attività produttive (SUAP), e prevede

l'obbligo per le tintolavanderie già in esercizio alla data di entrata in vigore della presente legge, che non hanno ancora individuato il responsabile tecnico, che queste provvedono alla sua designazione entro il 30 settembre 2015 mediante una comunicazione al SUAP territorialmente competente. In caso contrario non possono proseguire nell'attività.

  Ogni sede dell’impresa dove viene esercitata l’attività deve nominare il responsabile tecnico nella persona del titolare, di un socio partecipante al lavoro, di un collaboratore familiare, di un dipendente o di un addetto dell'impresa, che garantisce la propria presenza durante lo svolgimento dell'attività di tintolavanderia ed è titolare di apposita idoneità professionale:

1) aver frequentato corsi di qualificazione tecnico-professionale della durata di almeno 450 ore complessive da svolgersi nell'arco di un anno 

2) essere in possesso di un attestato di qualifica in materia attinente l'attività conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, integrato da un periodo di inserimento della durata di almeno un anno presso imprese del settore, da effettuare nell'arco di tre anni dal conseguimento dell'attestato; 

3) essere in possesso di un diploma di maturità tecnica o professionale o di livello post-secondario superiore o universitario, in materie inerenti l'attività; 

4) aver svolto un periodo di inserimento presso imprese del settore non inferiore a:
a) un anno, se preceduto dallo svolgimento di un rapporto di apprendistato della durata prevista dalla contrattazione collettiva; 
b) due anni in qualità di titolare, di socio partecipante al lavoro o di collaboratore familiare degli stessi;
c) tre anni, anche non consecutivi ma comunque nell'arco di cinque anni, nei casi di attività lavorativa subordinata.

 

 Il comune esercita le funzioni di vigilanza e controllo in ordine al rispetto dei requisiti per l'esercizio dell'attività di cui al presente articolo, fatte salve le competenze delle autorità preposte ai controlli sanitari e ambientali. 

Mini Guida su come procedere autonomamente
Sedetevi comodi che partiamo, vi serve carta, penna, un pc con scanner e il vostro indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) con la relativa password.

Doverosa premessa
  Vi informiamo che non essendo possibile  telefonare ad ogni comune della Regione Piemonte per richiedere le informazioni, la guida che segue attiene ai moduli e alle procedure per il comune di Torino, le quali  potrebbero differire leggermente da comune a comune ma comunque  vi possono tornare utili.

SUAP, questo sconosciuto!

  Il SUAP ovvero sportello unico per le attività produttive, è un ufficio comunale o un ufficio istituito da un insieme di comuni, che in alcuni casi alcuni chiamano ancora ufficio commercio ed è il nostro riferimento per la presentazione della pratica.
Potete contattare telefonicamente o di persona o provare a cercare su internet, potrebbero insorgere difficoltà nel rintracciare il suap nei comuni più piccoli, in tal caso non demordete nel caso chiedete agli altri uffici comunali o ai vigili urbani puo essere che lo sportello suap sia esterno al vostro comune.

… Scusi il disturbo !
  Sappiate che non è sempre agevole contattare l’ufficio SUAP, non spazientitevi, avendo sovente questi uffici personale insufficiente che si dedica a più cose o orari di apertura al pubblico o di reperibilità telefonica molto ristretti.

Idee chiare e proseguire
  E’ importante procurarsi la modulistica da compilare per la presentazione della domanda ed è importante capire se ci sono documenti aggiuntivi da allegare: copie carte di identità in corso di validità, attestati di titoli di studio o visure camerali,o  attestazioni di versamento per bollettini con diritti da pagare. È necessario verificare di compreso qual’è tutta la documentazione da allegare, per non trovarsi in difficoltà successivamente.

 per il comune di Torino il modulo da utilizzare è  il modello 418
(presentato dal Titolare dell'attività) a cui va allegato il modello 416 (compilato da chi accetta l'incarico),inoltre il modello 418 chiarisce quali sono i documenti e gli allegati,a chi e come inviare la pratica ecc.. 

  Lo sforzo da effettuare, dopo aver scaricato i moduli,  è la loro compilazione: ricordatevi di non aver troppa fretta e rileggere il tutto quando avete finito per verificarne la correttezza, nel caso di dubbi cercate di contattare l’ufficio di riferimento.

Congratulazioni !! 
Complimenti missione compiuta!

Dovete solo più fare una copia dei documenti che inviate, consegnarli secondo le modalità consentite e archiviare la copia e l’attestazione di consegna o di invio telematico e tenere tutta la documentazione in azienda.


 per il comune di Torino i moduli da utilizzare sono a sinistra della pagina mentre quelli generici a destra possono essere utilizzati per città di appartenenza
(solo nel caso non ne avessero emessi di propri) 
Il modello 418 bis
(presentato dal Titolare dell'attività)
a cui va allegato il modello 416
(compilato da chi accetta l'incarico),
nel modello 418 bis si chiarisce quali sono i documenti e gli allegati,a chi e come inviare la pratica ecc.. 


Lo sforzo da effettuare, dopo aver scaricato i moduli,  è la loro compilazione: ricordatevi di non aver troppa fretta e rileggere il tutto quando avete finito per verificarne la correttezza, nel caso di dubbi cercate di contattare l’ufficio di riferimento.
Congratulazioni !! 
Complimenti per la missione compiuta!

  Dovete solo più fare una copia dei documenti che inviate, consegnarli secondo le modalità consentite e archiviare la copia e l’attestazione di consegna o di invio telematico e tenere tutta la documentazione in azienda.

           Ringraziamenti

  Sperando  di esservi stati di aiuto o almeno di compagnia, ci auguriamo riusciate a espletare autonomamente la pratica ……

  Nel caso decidiate di conferire la predisposizione della pratica a  professionisti esterni , sappiate che l'associazione vi può aiutare con professionisti convenzionati a costi contenuti, ricordando che avete tempo fino al 15 settembre  vista la scadenza dell'invio al Suap competente.
 
Buon lavoro a tutti.

Il direttivo dell'associazione
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